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MTB • Gravel • Bikepacking

Sei lì a confrontare dieci gravel nella stessa fascia di prezzo, le schede aperte una accanto all’altra, e non riesci a capire cosa cambi davvero da una all’altra.
Te lo dico io, così la smetti di girarci intorno: quasi niente.

Prendi una gravel da 1.800 euro con il telaio in alluminio. A quel prezzo, su quel telaio, differenze tecnologiche vere tra una marca e l’altra non ne trovi. Il montaggio è più o meno lo stesso per tutti: gruppo GRX Shimano 1×12 col 10-45 o 10-51, componenti in alluminio, ruote base che più base non si può.
Vado a naso, ma è difficile che mi sbagli di molto.

L’unica cosa che cambia per davvero è il nome scritto sul telaio. Ci sono marchi che, a parità di montaggio identico, ti tengono il listino più alto. Non perché la bici vada meglio. Solo perché c’è quel nome. E a pagarlo sei tu.

Quindi mettitelo in testa subito: in questa fascia non stai scegliendo la bici migliore, perché sono quasi tutte la stessa bici. Stai scegliendo dove mettere i tuoi soldi. Ed è qui che quasi nessuno ti dice come stanno le cose.

Partiamo da quello che non è il problema, il gruppo. Un GRX 1×12 col 10-51 ha già tutto: cambia bene, frena bene, i rapporti per salire e per spingere ci sono. È il massimo del meccanico. Sopra non esiste un gruppo che va meglio, esiste l’elettronico, che è un’altra cosa e un altro prezzo, non un gradino di prestazione. Su quella bici il gruppo è già giusto così. Non perderci tempo e non spenderci sopra.

Il problema sono le ruote. Le bici di serie ne montano di pessime quasi sempre, pesanti e anonime, perché è la prima voce su cui l’azienda taglia per restare dentro il prezzo. È il punto debole di quasi ogni gravel di serie. Ed è anche quello dove, appena lo sistemi, la differenza la senti dalla prima uscita.

E qui c’è il ragionamento che ti cambia la spesa. Hai qualche soldo in più e l’istinto ti dice di salire di modello, magari fino al telaio in carbonio. Il telaio sarebbe migliore, è vero. Ma a quel prezzo ti ritrovi sotto le stesse ruote scarse di prima: hai pagato il carbonio e sei tornato al punto di partenza, proprio sulla cosa che conta.

Fai il contrario. Tieni la gravel in alluminio con il suo GRX e quei 700 o 900 euro mettili sulle ruote. Un paio di ruote in carbonio aftermarket, le iCan made in China tanto per dirne uno, che sono ottime, e la bici diventa un’altra. Più pronta, più leggera dove serve, la senti sotto i piedi dalla prima pedalata. Stessi soldi del salto al carbonio, ma spesi dove la bici cambia davvero invece che dove fa scena sulla scheda tecnica.

Reggisella in carbonio, manubrio in carbonio, e tutta la lista che ti propongono dopo: contorno. Qualche grammo, qualche sensazione che coglie solo chi è già molto avanti. Non è lì che la tua gravel diventa un’altra bici.

Quindi, se sei in questa fascia, è semplice. Non inseguire il modello sopra. Un telaio onesto in alluminio, un GRX meccanico che fa il suo lavoro, e i soldi che ti restano mettili sotto, sulle ruote. Tutto il resto puoi ignorarlo finché non sei tu a sentire che ti serve davvero.


Questo è il ragionamento che faccio caso per caso. Se stai per comprare e vuoi che lo applichi alla tua situazione, budget, uso e terreno, e ti dica dove mettere i soldi e dove no, c’è la consulenza.

chi sono

Se ti stai chiedendo da dove arriva questo approccio, è tutto nella mia storia:
25 anni di bici tra gara, officina, vendite e insegnamento.
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