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MTB • Gravel • Bikepacking

Ho riletto il comunicato due volte per essere sicuro di aver capito bene. Un’azienda ha messo in vendita un ammortizzatore a massa accordata per gravel. La promessa è il tre per cento di urti in meno trasmessi al corpo. Il prezzo è di quasi duecentosettanta euro. Il peso aggiunto è di quattrocento grammi.

Di cosa stiamo parlando?

Facciamo un passo indietro, perché il nome non dice niente a nessuno. Un ammortizzatore a massa accordata è un pesetto chiuso in una scatoletta, tenuto sospeso tra due molle. Quando la bici prende una buca o una radice, quel peso si muove in ritardo rispetto al resto della bici, e in quel ritardo si mangia una parte della vibrazione prima che ti arrivi alle mani e alle braccia. Non c’è niente di magico: è lo stesso principio che tiene fermi i grattacieli quando tira vento e le monoposto in pista. Sulla bici diventa una scatoletta che avviti sulla forcella, all’altezza della pinza del freno, e che promette di farti arrivare a fine giro un po’ meno scosso.

Il principio in sé è serio, sia chiaro. Una massa sospesa tra due molle che assorbe le vibrazioni funziona davvero, lo usano nei ponti e nelle monoposto, e i discesisti di Coppa del Mondo li montano da qualche stagione. Il dubbio non è sulla fisica. È sui numeri.

controsenso totale

Perché qui i numeri si prendono a schiaffi da soli. Quattrocento grammi aggiunti, per togliere il tre per cento delle vibrazioni. E sottolineo: il tre per cento. Adesso mettiamola accanto a come funziona il resto del mercato. C’è gente che spende ottocento euro minimo in componenti più leggeri per togliere quei quattrocento grammi dalla bici. Manubri, reggisella, ruote, viteria in titanio, tutto per limare grammi. E poi arriva un prodotto che te li rimette su tutti in un colpo solo, appesi alla forcella, in cambio di un beneficio che non riesci nemmeno a sentire.

È un controsenso che si annulla da sé. Da una parte ti dicono che il peso è il nemico e te lo fanno pagare a peso d’oro. Dall’altra ti vende quattrocento grammi come se fossero un miglioramento. Le due cose non possono stare in piedi insieme. Una delle due è una boiata, e non è difficile capire quale.

i miei dubbi…

E qui la mia domanda non è nemmeno rivolta a chi compra. Nessuno ti punta una pistola alla tempia. La mia domanda è a monte: come fa un prodotto così a superare la fase in cui qualcuno, in quell’azienda, dovrebbe alzare la mano e dire che non sta in piedi? Tre per cento, quattrocento grammi, duecentosettanta euro. Sono numeri che bastava mettere in fila su un foglio per capire che è un fallimento in partenza. Eppure è in vendita.

Il tre per cento ha un senso solo in un posto: la Coppa del Mondo. In discesa, dove tutto si gioca sui decimi, meno vibrazioni vuol dire più controllo, traiettorie più pulite e un margine in più dove conta. Lì quei decimi valgono una gara, e comunque la bici te la passa lo sponsor. Noi non siamo lì. Noi usciamo la domenica sui sentieri, paghiamo le nostre bici, e una scatoletta da quasi trecento euro che ci appesantisce per farci sentire il 3% in meno non ci serve.

Meno grilli e più sostanza

Il comfort vero su una gravel non te lo dà un accessorio del genere. Te lo danno le gomme giuste alla pressione giusta, una posizione che non ti spacca la schiena, e le gambe che ti sei fatto pedalando. Costano meno e li senti il giorno stesso. Tutto il resto è roba pensata per riempire un catalogo, non la tua giornata in sella.

Risparmiati i soldi e tienili per la prossima uscita.
La tua gravel sta benissimo così com’è.
PS: Lo so che non ci pensavate minimamente a comprarlo🤣


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