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MTB • Gravel • Bikepacking

Ormai i rumor e le prove sul campo sono abbastanza numerosi: le MTB da XC con ruote da 32” prima o poi arriveranno sul mercato.

I vantaggi sembrano reali, anche se ci sono ancora problemi da risolvere. Ma del resto c’erano anche dieci anni fa, quando si passò dalle 26” alle 29”. 
Le aziende spingono sull’innovazione perché è così che si muove il mercato: novità, desiderio, sostituzione, vendite. Solo che tutto questo ha un costo. E oggi quel costo, in Europa — e soprattutto in Italia — pesa più di prima.

Quindi che facciamo?

Perché ne stiamo parlando?

Perché ormai di prototipi ne stanno girando parecchi online. BMC, a fine 2025, ha fatto testare una Fourstroke prototipo da 32”. Anche altre testate giornalistiche hanno avuto la possibilità di provarle.

Inoltre i produttori di componenti stanno iniziando a muoversi: stanno studiando e mettendo in produzione le parti necessarie a questo nuovo standard.

E poi c’è un segnale che, nel mondo racing, conta più di mille chiacchiere: l’UCI ha ufficializzato il benestare all’utilizzo di queste MTB in Coppa del Mondo XCO.

In sintesi: che lo vogliate o no, si stanno muovendo molti attori verso questa direzione.

I vantaggi delle 32” ci sono
(e si sentono)

Dai pochi test effettuati sul campo emerge una cosa semplice:
le 32” portano vantaggi e svantaggi.
Non esistono regali.

Da un lato la bici sembra più “calma”: più stabilità, più capacità di scorrere sul rotto, meno perdite di velocità quando il terreno è pieno di radici e ostacoli piccoli e continui. In altre parole: è più facile tenere il momentum.

Dall’altro lato, quella stabilità ha un prezzo: la bici può risultare meno immediata nei cambi di direzione e più esigente quando arriva il momento di fare le cose bene — soprattutto in frenata e in ingresso curva. Se sbagli timing, se entri sporco, se freni male, la ruota grande non ti salva: spesso ti presenta il conto in traiettoria e velocità.

Quindi sì: più sicurezza e più stabilità, ma anche più richiesta di precisione nelle fasi chiave.

E non dimentichiamolo: in Coppa del Mondo XCO, quando un vantaggio tecnico esiste, prima o poi viene inseguito. Nei test fatti da BMC, ad esempio, si notano differenze che ad altissimo livello diventano importanti.

Quindi è “solo marketing”? Non credo proprio. Anche sulle 29” eravamo scettici, poi sono diventate la normalità.

Il punto però che mi preme non è stabilire se le 32” saranno davvero migliori delle 29”.


Tecnologicamente andiamo avanti, ma… il prezzo?

Questo è il vero nodo della questione.

Siamo in un momento in cui in Europa (e in Italia ancora di più) le persone hanno meno margine economico. La bici è già percepita come costosa. E il settore arriva da anni difficili, tra prezzi alti e un mercato che sta cercando un nuovo equilibrio.

Un’innovazione di questo tipo richiede sforzi economici enormi: nuove gomme, nuove forcelle, nuovi componenti, nuovi telai. Ricerca e sviluppo. Investimenti.

È vero: questo spinge la sostituzione del parco bici attuale. Ma dentro questo contesto la domanda è inevitabile:

quanto costerà tutto questo, davvero?

A me sembra che le aziende stiano perdendo di vista la situazione. Questo nuovo standard porterà, almeno all’inizio, a MTB di fascia alta decisamente costose. Devono ammortizzare gli investimenti: per chi se lo può permettere, buon per lui.

Ma visto che la MTB (non assistita) sta già vivendo una crisi di identità profonda, questo rischia di diventare un altro passo verso l’allontanamento di utenti da questo sport.

La ricerca in nuove tecnologie va bene: senza quella non avremmo i mezzi che abbiamo oggi. Ma serve anche uno sforzo vero per costruire MTB efficienti — e badate bene: “efficienti” — a un prezzo accessibile.

La MTB può piacere tantissimo anche ai giovani, ma il costo taglia fuori fette enormi di potenziali praticanti. E chi si avvicina lo scopre subito: non c’è solo la MTB. Poi arrivano manutenzione, vestiario, accessori. Insomma: un pacco di soldi.

Eppure non vedo aziende che si stiano impegnando seriamente per andare incontro a questa domanda. È una scelta pericolosa, soprattutto ora che l’Oriente sta sfruttando il contesto economico per mettere un piede bello grosso in questo mercato. E intanto la gente ha sempre meno fiducia nelle storie dei brand usate per giustificare prezzi da oreficeria.

Quindi sì: le 32 pollici arriveranno, diventeranno funzionali e divertenti.

Ma per chi?

La conoscenza
è la nostra arma migliore

Affrontare questi argomenti è importante per avere la conoscenza giusta e decidere senza la pressione del marketing: capire quali caratteristiche ti servono davvero per divertirti in MTB, e quali invece sono rumore.

È esattamente quello che faccio con la mia consulenza acquisto: togliamo il superfluo, mettiamo in chiaro i compromessi e arriviamo a una scelta sensata per te.

chi sono

Se ti stai chiedendo da dove arriva la mia esperienza, è tutto nella mia storia:
25 anni di bici tra gara, officina, vendite e insegnamento.
Qui trovi chi sono e perché MTBMAX è nato così.