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MTB • Gravel • Bikepacking

Una delle cose che ho visto più spesso in vita mia è la scarsa attenzione verso la pressione delle gomme. Succede in MTB, succede in gravel. E la cosa curiosa è che non riguarda solo i principianti: la vedo anche su gente che pedala da anni.

E non è un dettaglio da fissati.
È la differenza tra una bici che ti dà fiducia e una bici che non va come vorresti.

Puoi avere la bici che vuoi, anche costosissima. Ma se non impari a fare la pressione giusta (in base a poche variabili reali), il tuo riding rischia di essere sempre e costantemente una sofferenza.


Cosa non va

Quando una bici non scorre come dovrebbe, quando in discesa non ti fidi, quando ti stanchi le braccia troppo presto, spesso la testa va subito lì: “devo cambiare qualcosa”.

Gomme nuove. Ruote. Forcella. Freni. Inserto. A volte ci sta.

Ma tante volte stai inseguendo la parte sbagliata del problema, perché ti stai dimenticando una cosa semplice:

i copertoni sono l’unico punto di contatto tra te e il terreno.

Se lì il “dialogo” è sbagliato, tutto il resto diventa più difficile.

La pressione è solo un numero

Il fraintendimento classico è cercare “il numero giusto”. Come se esistesse una pressione corretta valida sempre.

In realtà la pressione è una cosa molto più concreta: è il modo in cui la gomma si comporta sotto di te.
Quanto si deforma, quanto assorbe, quanto ti restituisce, quanto ti sostiene.

E quel comportamento cambia.
Basta una cosa normalissima: un terreno diverso, una gomma con una carcassa diversa, o semplicemente anche il tuo stile di guida.

È per questo che non c’è una ricetta unica. È necessario imparare come adeguare questa regolazione in base ad alcuni fattori.



L’esempio che capiscono tutti (fuori dalla bici)

Nel Motomondiale le gomme cambiano tutto: tempi, fiducia, stile di guida. Noi non siamo in MotoGP, ovvio. Ma il principio è identico: la gomma è la prima cosa che “parla” con l’asfalto o con il terreno.

Se quella parte è fuori assetto, non è che vai solo un po’ peggio: ti irrigidisci, freni prima, perdi fluidità, ti stanchi, e alla fine non ti diverti.


Il limite: capirlo è facile, farlo bene richiede criterio

È facile leggere questo articolo e dire: “Ok, controllerò la pressione”.

Sì. Ma la parte difficile non è controllare.
È capire che cosa stai cercando su quel terreno, con quella gomma, con quel tipo di guida.

Perché “più bassa = più grip” e “più alta = più scorrevolezza” sono scorciatoie che spesso fanno danni. Se sbagli direzione, peggiori la sensazione… e poi pensi che il problema sia altro.



e quindi?

Quindi, se vuoi iniziare a ridurre la fatica in uscita e aumentare la fiducia sul tecnico, la prima cosa su cui imparare a ragionare nel setup della bici è questa:
la pressione delle gomme.

Questo è uno di quei temi che, col tempo, mi sono tornati davanti decine di volte: persone diverse, bici diverse, ma sensazioni molto simili.

È da qui che nasce una parte del lavoro che faccio nella Community MTBMAX:
fare chiarezza su cosa succede quando la bici non dà fiducia.

Se vuoi capire cos’è MTBMAX e se fa per te, qui trovi la pagina Community:

E ti lascio con una domanda concreta:

Ci avevi mai pensato a quanto è importante?

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