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MTB • Gravel • Bikepacking

Ti sei fatto il mazzo per arrivare in cima.
È stata lunga, è stata dura, ma ce l’hai fatta.

Ora dovrebbe arrivare il premio: la discesa.

E invece spesso non lo è.

La pendenza ti mette in difficoltà, le radici e i sassi sembrano ovunque.
Nelle curve vai dritto, freni troppo, dopo poco ti fanno male le braccia.
Più che divertimento, diventa una lotta.

E questa cosa è strana.
Perché la maggior parte di noi va in MTB per divertirsi, rilassarsi, sentirsi meglio sulla bici.
Non per stressarsi ancora di più.

Il punto è se sei in grado di affrontarla e, di conseguenza, viverla divertendoti

Ed è qui che qualcosa non torna. Perché la maggior parte di noi va in MTB proprio per questo: divertirsi, rilassarsi, sentirsi meglio sulla bici. Non per difendersi.

E allora la domanda viene naturale:
perché succede così spesso?



Quando la discesa non è difficile, ma pesa

Spesso si dice: “Quella discesa è tosta”.
Ma il problema, molte volte, non è la discesa in sé.

È il come l’affronti.

Se sei rigido, in affanno, sempre in ritardo su quello che succede sotto le ruote, la discesa smette di essere un premio e diventa qualcosa da sopportare.

Inizi a stringere il manubrio.
A frenare troppo.
A reagire invece che guidare.

A quel punto non stai più vivendo la discesa. Stai solo cercando di portarla a casa.

Il bersaglio sbagliato

Quando qualcosa va storto in discesa, di solito le prime cose che vengono fuori sono sempre le stesse.

“La bici non va bene.”
“Non mi muovo come dovrei.”
“Mi manca coraggio.”

E attenzione: sono tutte cose che possono anche essere vere. Ma nella maggior parte dei casi non sono il punto di partenza.

Per migliorare dall’80 al 100% servono tempo, esperienza e tante variabili messe insieme.

Ma per passare da 0 a 80, quasi sempre, non servono cento cose diverse.

Servono poche cose fatte bene.

I fondamentali.
Quelli che esistono in ogni sport.
I mattoni su cui si costruisce tutto il resto.

Il problema è che spesso li diamo per scontati:

  • perché andiamo in bici da anni
  • perché pensiamo di averli già acquisiti
  • perché non sono spettacolari

E invece sono proprio quelli che fanno la differenza quando la discesa cambia ritmo, fondo, pendenza.




Quando mancano i fondamentali, il divertimento sparisce

Se i fondamentali non sono chiari:

  • ti stanchi prima
  • perdi fiducia
  • ogni errore pesa di più

Anche le cose giuste, fatte nel momento sbagliato, smettono di funzionare.

E così la discesa:

  • non è fluida
  • non è rilassante
  • non è un premio

È solo qualcosa da gestire, per poi tirare un sospiro di sollievo.


Il limite: capirlo non basta

Fin qui è facile essere d’accordo.
In molti si riconoscono in queste situazioni.

Il difficile è capire che senza quelle basi semplici, non puoi davvero cambiare il tuo modo di andare in MTB.

Perché i fondamentali non sono una serie di cose che dici:
“ah ok, ora le applico e cambia tutto”.

Sono qualcosa che va riconosciuto, allenato, rimesso a fuoco ogni volta, fino a diventare parte del tuo modo di stare sulla bici.

Ricordo ancora benissimo quando ho dovuto fare i conti con il mio stile di guida e ripartire proprio da qui. È stato faticoso, ma è stato anche il momento in cui il mio riding ha fatto i cambiamenti più grandi, e in meglio.

Purtroppo Da soli è facilissimo tornare agli automatismi:

  • irrigidirsi
  • frenare troppo
  • anticipare male
  • perdere presenza

Ed è lì che la discesa smette di essere un premio, anche se sulla carta “dovrebbe” esserlo.





Da dove si riparte

Nella Community MTBMAX partiamo da qui. Dalla capacità di affrontare davvero quello che succede quando sei in sella.

Non per fare i fenomeni.
Non per aggiungere tecnica a caso.
Ma per costruire fondamentali solidi che ti permettano di affrontare una discesa — e di conseguenza viverla divertendoti.

Se questo tema ti risuona e vuoi capire cos’è MTBMAX e se fa per te, qui trovi la pagina Community.

E ti lascio con una domanda, semplice ma scomoda:

In discesa, ti senti davvero in grado di affrontare quello che succede sotto le ruote?

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