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MTB • Gravel • Bikepacking

Qualche anno fa sono partito per un bikepacking di due giorni nelle colline tortonesi. Traccia GPX scaricata da una rivista del settore, percorso pubblicato, fotografie belle, descrizione invitante. Mi sono fidato.

Non avrei dovuto farlo — o almeno, non così.

Il problema non era il GPS. Il Garmin ha fatto il suo lavoro alla perfezione: mi ha portato esattamente dove diceva la traccia. Il problema era la traccia stessa, ferma al momento in cui qualcuno l’aveva percorsa, chissà quando, e mai più aggiornata.


Cosa ho trovato sul percorso

Una salita su fondo di pietre smosse che mi ha prosciugato le gambe prima ancora di arrivare in cima. Per carità — avventura, esperienza, ci sta. Ma ero sulla mia MTB versione gravel: con una gravel pura avrei spinto la bici per tre chilometri.

Più avanti, sterrate franate. Alcune parzialmente — e si passava, con attenzione. Altre invece erano scomparse del tutto, con pezzi di collina scivolati a valle. Dietrofront obbligato.

Il colpo di grazia è stato un collegamento tra due creste: la traccia ci passava, il GPS me lo segnava, ma sul campo non esisteva più nulla di riconoscibile. La vegetazione aveva mangiato tutto — non si capiva nemmeno se ci fosse ancora una strada sotto. Nessun bypass trovato. Ho dovuto saltare un’intera sezione del percorso.

Il problema non è il GPS — è la traccia che invecchia

Sarebbe comodo dare la colpa all’app, al dispositivo, al formato GPX. Ma il GPS ha fatto esattamente quello per cui esiste: seguire una traccia.

Il problema è a monte: chi pubblica una traccia GPX — specialmente se ci guadagna, che sia con abbonamenti, pubblicità o visibilità — ha una responsabilità verso chi la scarica. Una traccia pubblicata e mai più verificata è un’informazione scaduta spacciata per attuale.

La variabile che quasi nessuno considera nella fase di pianificazione è il tempo. E non solo nel senso di “quanti mesi fa è stata pubblicata” — ma anche la stagione.

In primavera la vegetazione esplode. Sentieri percorribili a novembre diventano corridoi verdi impraticabili ad aprile. In autunno le piogge ammorbidiscono fondi che d’estate erano solidi, e le frane diventano molto più probabili. La stessa traccia GPX, in stagioni diverse, può essere un’esperienza completamente diversa.


Come verificare una traccia GPX prima di partire

Non si tratta di non fidarsi di nessuno. Si tratta di aggiungere un passaggio alla pianificazione, prima di scaricare e mettere i piedi sui pedali.

Komoot — leggi i commenti recenti. Cerca la traccia o la zona, guarda se altri rider sono passati di lì negli ultimi mesi e cosa hanno scritto. Un commento come “sterrato in pessime condizioni” o “sentiero invaso dalla vegetazione” vale più di qualsiasi descrizione originale del percorso.


Le heatmap di Strava o Ride with gps — filtra per periodo recente. Le heatmap mostrano dove passano davvero i ciclisti, con un’intensità visiva che racconta quanto un percorso sia frequentato. La cosa utile è che puoi filtrare per periodo temporale: se imposti gli ultimi tre o sei mesi e una certa zona è completamente buia, c’è un motivo. Qualcuno ha smesso di passarci. Vale la pena chiedersi perché.

Non è un sistema infallibile. Ma è la differenza tra partire con un’informazione aggiornata e partire con una fotografia del passato.

Una nota su chi pubblica le tracce GPX

Mi aspetto che chi mette online un percorso a pagamento lo aggiorni. Non ogni settimana, ma almeno una verifica stagionale, magari con il supporto di qualche rider locale della zona. Non è fantascienza: è rispetto per chi scarica e si fida.
Se non hai le risorse per farlo, metti almeno la data dell’ultima verifica in evidenza. Lascia che chi scarica sappia con cosa ha a che fare.



La mia community mtbmax

Ragionamenti come questi li affrontiamo ogni mese dentro la community DIRTY— non solo GPS e tracce, ma tutto quello che serve per cavartela davvero quando sei in sella: come adattare il setup della bici alle condizioni, come gestire gli imprevisti, come approcciarti a uscite lunghe e bikepacking senza improvvisare.

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Mtbmax è con Epicdays.cc a Aosta Valley.
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Voi lasciate un pò di spazio all’improvvisazione…o pianificate tutto???🙂Alla Randonné di Mont blanc non ho prenotato niente prima di partire. Ho voluto lasciare che fosse un pò la situazione ad evolvere. In base alle forze, oppure a possibili imprevisti, o la voglia del momento.Certo con la tenda è molto più facile fare questo.Ma preferisco faticare con un pò di peso in più piuttosto che sapere già tutto quello che mi aspetta❤️ See MoreSee Less
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Alla #randonnedumontblanc è stata la mia prima volta che…….☺️Raccontami nei commenti la tua prima volta che…🤩 See MoreSee Less
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Mtbmax è con Epicdays.cc a Rhône-Alpes, France.
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Un pochino di portage con l bici carica???🤣Alla #randonnedumontblanc ad un certo puntoIl navigatore ha pensato bene di fare 30 metri di taglio verticale 🤣Peccato che poi l’organizzatore mi ha detto che bastava fare 300 mt più avanti e c’era la strada di collegamento 😅🤣 #Bikepacking See MoreSee Less
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Primo giorno alla #randonnedumontblanc by @epicdays.cc La salita al passo del Gran San Bernardo è infinita…🫣Non sai più dove sei, quanto manca, e l’altitudine ti mette in Croce😅Sai solo che devi andare avantiUn colpo di pedale all volta See MoreSee Less
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Mtbmax si trova a Aosta Valley.
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Manca poco alla #randonnedumontblanc 🤩E passato un po di tempo da quella edizione zero, che poi sarebbe diventata un evento bikepacking intorno a sua maestà il Monte Bianco! Questa per me sarà una vera avventura sotto diversi aspetti:– mai fatto così tanto dislivello in bikepacking e carico completo🫣– per la prima volta mi porterò il fornello per mangiare in autonomia😬– gestire il meteo a quote che oltrepassano i 2000⛰️– godersi ogni singolo fotogramma che le Alpi mi regaleranno🤩Ci vediamo a Courmayeur Epicdays.cc See MoreSee Less
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