Se per ogni volta che un biker mi ha detto di aver cambiato un componente perché “prima non si trovava” mi avessero dato un euro, a quest’ora sarei ricco.
Gli esempi sono sempre gli stessi.
“Questi freni non vanno bene, perdono potenza.”
“La forcella non assorbe come dovrebbe, mi stanca un sacco, devo cambiarla.”
“Con quei pedali mi scappano via i piedi.”
Situazioni comuni.
Cose che, prima o poi, tutti i biker vivono.
E ci sta: spesso sono segnali reali che qualcosa non va come dovrebbe.
il problema non è il problema
Il punto non è negare che i componenti possano dare problemi.
Perché è ovvio che possano darli.
Il punto è la prima reazione.
Quasi sempre, davanti a una sensazione che non torna, facciamo la stessa cosa: diamo la colpa alla bici. O a quel pezzo specifico.
È una reazione comprensibile.
È anche la più rapida.
E spesso la più costosa.
Quello che non facciamo quasi mai è fermarci un attimo e porci una domanda molto semplice:
“E se invece fossi io a sbagliare qualcosa?”
Il freno frena troppo, la ruota è troppo ruota… etc
Quando un freno “non frena”, una forcella “non lavora”, un pedale “non tiene”, le possibilità sono due:
- il componente ha davvero un limite
- oppure il modo in cui lo stiamo usando non è coerente con quello che serve in quel momento
Il problema è che questa seconda ipotesi la scartiamo quasi subito. Non perché sia sbagliata, ma perché mette in discussione noi, non l’oggetto.
E così la soluzione diventa: cambiare.
Nuovo componente, nuova spesa, nuova aspettativa.
Che a volte funziona.
E a volte no.
Quando cambiare non risolve
Qui sta il punto centrale.
Un componente può migliorare una sensazione.
Può rendere tutto più facile.
Può ampliare il margine.
Ma non corregge automaticamente il problema.
Se una cosa non funziona,
prima di chiederti “cosa devo comprare?” forse vale la pena chiederti:
- cosa sto facendo io in quella situazione
- se quello che sto facendo è corretto
- se sto chiedendo al componente una cosa che non può darmi
Non per colpevolizzarti.
Ma per evitare di inseguire soluzioni (costose) che non affrontano il problema reale.
Da dove si riparte
Questo è uno di quei temi che mi tornano davanti continuamente: bici diverse, componenti diversi, ma dinamiche molto simili.
Ed è anche da qui che nasce una parte del lavoro che faccio nella Community MTBMAX:
aiutare le persone a distinguere quando il limite è davvero del mezzo e quando invece è il modo in cui lo stanno usando.
Non per risparmiare a tutti i costi.
Ma per spendere meglio, con più consapevolezza.
Se vuoi capire cos’è MTBMAX e se fa per te, qui trovi la pagina Community:
E ti lascio con una domanda, concreta non teorica:
L’ultimo componente che hai cambiato ha davvero risolto il problema?
Se sono riuscito a stimolare la tua curiosità, puoi lasciare la mail qui sotto: la newsletter serve solo a mantenere viva questa riflessione e la mia presenza, senza pressione.




